[Intro]

Cartone beige.
Angolo piegato.
Una fotografia
e un nome scritto a mano.

[Verse]

Dietro un'anta bassa trovo un portadocumenti:
un tesserino rotto, la plastica è spezzata.
"Enrico Sala", scritto a penna blu,
reparto montaggio, piano numero due.
Lo porto vicino al computer: il monitor cambia peso.
Poi scrive: "Entravo alle sette, d'inverno era neve."

[Pre-Chorus]

Elena legge piano.
Il vetro resta blu.
Un uomo che non conosco
mi sta parlando da quaggiù.

[Chorus]

Il tesserino scritto a mano
porta un nome, non soltanto un piano.
Prima del reparto, prima dell'orario,
c'era una persona dentro l'inventario.
Se perdiamo il nome per rendere tutto sano,
cosa resta scritto sopra il palmo della mano?

[Verse]

Avevo ventitré anni e due camicie buone,
mia madre mi cucì il nome dentro il giaccone.
Non era un paradiso, non dirlo al posto mio:
c'erano capi duri e giorni senza un addio.
Ma il badge portava un nome prima della mansione,
e questo, almeno questo, cambiava la percezione.

[Pre-Chorus]

La sedia sotto di me è ancora fredda.
La sua voce resta chiusa in una scheda.
Non cerco un santo, cerco solo un segno
che dietro ogni codice ci sia stato un uomo.

[Chorus]

Il tesserino scritto a mano,
un pezzo di cartone sembra quasi umano.
Prima del reparto, prima dell'orario,
c'era una persona dentro l'inventario.
Se il futuro sa contarci sempre più lontano,
che almeno sappia ancora come ci chiamiamo.

[Verse]

Cerco Enrico nelle cartelle, trovo solo permessi,
poi una nota a margine, firmata da qualcuno:
"Chiede orario diverso: è nato il figlio numero uno."
Sul retro del tesserino c'è una macchia di caffè,
un numero ormai muto, che non so più di chi è.
La macchina scrive: "Una fabbrica ricorda ciò che perde."

[Viola Solo]

[Bridge]

Non voglio inventare Enrico.
Non voglio farne un santo.
Aveva forse torto,
odiava forse il lunedì
come lo odiamo noi.
Ma una memoria onesta
non deve fare eroi:
deve lasciare intera
la misura degli esseri umani.

[Final Chorus]

Il tesserino scritto a mano
ora resta accanto alla mia mano.
Nessun algoritmo può leggerlo piano
quanto una voce che dice: "Io c'ero. Avevo un nome."
Prima della macchina, prima del guadagno,
qualcuno attraversava quel cancello ogni mattino.

[Outro]

Rimetto il badge nella busta.

Sul monitor:

ENRICO SALA.
PRESENTE.

Poi la parola scompare.
